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4 CONSIGLI PER CAPIRE IL TUO INTESTINO...

Pubblicato il 11/05/2017



Dolori addominali, gonfiori, flatulenza , diarrea alternata a stipsi. La lotta quotidiana con un intestino capriccioso o un sintomo che va indagato meglio?

Sintomi definiti aspecificiche spesso non spingono il paziente a cercare una diagnosi ma piuttosto a imparare a convivere conproblemi che difficilmentetroveranno risoluzione spontaneamente.

QUANDO E’ IL MOMENTO DI APPROFONDIRE LE RICERCHE DIAGNOSTICHE?

Se i sintomi sono passeggeripossono essere legati a un virus stagionale o ad uno squilibrio della flora intestinaledovuto a stress .

In tal caso unaalimentazione ricca di frutta e verdura , l assunzione di fermenti latticiedi tanta acqua per ristabilire l’equilibrio idricobasta per risolvere il problema. Se i sintomi persistono per settimane o mesi fino a compromettere le attività quotidianeè necessario approfondire le indagini.

LE ANALISI DELLE FECI permettono CON UNA SEMPLICE RACCOLTA DI FECI di bypassare la COLONSCOPIA fornendo informazioni dettagliate e specifiche sulle eventuali patologie dell’apparato digerente

-EMOGLOBINA e APTOGLOBINA FECALI

Indicano la presenza di sangue occulto nelle feci , segnale di lesione intestinale benigna o maligna. Permette inoltre di discernere se la lesione sanguinolenta è localizzata nella parte bassa o nella parte alta dell’intestino

-CALPROTECTINA

Proteina dell’infiammazione riscontrabile nelle feci in caso di malattie infiammatorie croniche; MORBO DI CHRON, RETTO COLITE ULCEROSA , SINDROME DEL COLON IRRITABILE

-M2 PIRUVATOCHINASI

E’ un bioMARCATORE dei tumori intestinali. Prodotto in grosse quantità dalle cellule a rapido metabolismo come le cellule tumorali.

E’ un test che individua le lesioni maligne con una sensibilità vicina al 98%.

Sono da indagare, nel caso di negatività ai test sulle feci, le INTOLLERANZE ALIMENTARI E LA CELIACHIA.